Memoria · simbolo · consapevolezza

La storia della Tavola.

Dai salotti dell’Ottocento alla sua presenza nell’immaginario contemporaneo: un viaggio tra storia, spiritualità e significati personali.

Inizia il viaggio

Un ponte

tra visibile e invisibile

Ogni strumento racconta una storia.

Le origini

Prima della tavola, il desiderio di ascoltare.

Il fascino della Ouija affonda le radici nella seconda metà del XIX secolo, quando il movimento dello Spiritualismo era all’apice della popolarità in Europa e negli Stati Uniti.

1850 · I salotti

Il table-turning

Negli anni Cinquanta dell’Ottocento la mania dei tavolini che giravano, il cosiddetto table-turning, si diffuse nei salotti. Per ricevere più rapidamente i messaggi attribuiti ai defunti o agli spiriti guida, alcuni sensitivi iniziarono a disporre le lettere dell’alfabeto in cerchio.

Il primo strumento

Dalle lettere al movimento

Al posto di un moderno indicatore venivano usati un bicchiere rovesciato o piccoli indicatori di legno, chiamati in seguito planchette. Il gesto diventava così una forma semplice e simbolica di scrittura mediata.

La nascita ufficiale

Da pratica a oggetto conosciuto.

Tra il 1890 e il 1891 il metodo venne trasformato in un prodotto commerciale, dando alla tavola una forma destinata a entrare nella cultura popolare.

1890

L’idea commerciale

Elijah Bond, Charles Kennard e William Maupin decisero di trasformare il metodo in un prodotto.

1891

Il brevetto

La Ouija Novelty Company depositò il brevetto, approvato ufficialmente il 10 febbraio 1891.

Nome

O-U-I-J-A

Secondo la leggenda, il nome sarebbe stato indicato durante una seduta e interpretato come “buona fortuna”, unendo oui e ja.

Oltre la paura

Uno strumento non è un’intenzione.

Nel tempo la tavola è stata associata a paure, racconti e interpretazioni molto diverse. In questa prospettiva, però, lo strumento viene considerato neutro: il significato dipende dall’intenzione, dalla consapevolezza e dal modo in cui ci si avvicina all’esperienza.

“Il vero discrimine è l’intenzione.”

Etica · rispetto · consapevolezza

Una riflessione

Ogni comunicazione è un incontro.

La Tavola Ouija è diventata negli anni uno strumento importante della mia pratica medianica. Ogni seduta è diversa, perché diversa è la persona che arriva, le domande che porta con sé e ciò che emerge durante la comunicazione.

Per questo mi avvicino a ogni incontro con presenza, rispetto e apertura, lasciando che la comunicazione segua il proprio corso senza forzarla.

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